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#ioVotoNO

Eccomi a scrivere su un argomento molto dibattuto in questo momento: il referendum sulla riforma costituzionale introdotta dal DDL boschi. L’ho scritto in minuscolo, lo so. E’ voluto.

Volendo coinvolgendovi con tutti i sensi che avete a disposizione, ho inserito anche un video musicale di un amico, Simone Abbruzzi, che ancora una volta sforna un ottimo pezzo dal contenuto politico. Special guests, Lannutti, Imposinato, Ricca.

Sicuramente, avrete capito che io voterò NO. Le motivazioni le trovate in questo articolo, subito dopo il video.

Premessa

La costituzione è la carta che contiene i principi e le regole che condividiamo in quanto italiani. E’ la carta su cui è basata la convivenza civile e democratica della nostra comità. E’ un documento che sta più il alto rispetto alle vicende di chi governa e che sopravvive agli avvicendamenti della politica. I governi cambiano, destra, sinistra, ma l’Italia è sempre rimasta una “Repubblica democratica fondata sul Lavoro” e se nel futuro non dovesse più esserlo potremo sempre dire che la Costituzione dice una cosa diversa. Il dibattito costituente, iniziato dopo la fine della seconda guerra mondiale e lo storico voto di scelta della Repubblica, è durato diversi anni ed ha coinvolto tutte le forze politiche e sociali del paese, con uno spirito costruttivo e di servizio. Il risultato finale è stato eccezionale.  Il peso dato ai singoli organi dello stato, la ripartizione equilibrata dei poteri legislativo, esecutivo e giurisdizionale, i meccanismi di controllo e garanzia, sono apprezzati in tutto il mondo.

Lo scontro Politico

Nessun governo si era mai permesso di usare la nostra carta costituzionale per ottenerne dei vantaggi politici e di partito. Nessuno aveva mai messo a rischio i principi fondanti del nostro paese con una prova di forza utile a creare divisione e vincere le prossime elezioni. Nessuno aveva mai portato lo scontro politico al livello di personificare un referendum trasformandolo in un SI / NO al governo stesso. Solo la bassezza di questo primo ministro e segretario dello stesso partito che rappresenta è arrivata a tanto. Complice di questa arroganza, lo scarso spessore delle persone che compongono la sua squadra. Purtroppo, chi non ha mai avuto un talento ed una storia professionale alle spalle si presta agevolmente a qualunque cosa. La politica dovrebbe essere servizio ai cittadini e dovrebbe portare ad amministrare le persone più sagge e virtuose, invece è diventata scherno e vile mercificazione delle realtà.  La campagna per il SI che sta portando avanti il governo è semplicemente vergognosa. Manifesti, spot e vignette finanziati con fondi pubblici e martellati da TV e giornali di partito ad ogni ora del giorno. Aggiungete la propaganda condotta da personaggi dal dubbio spessore morale come Benigni, che fino a poco tempo fa leggeva la costituzione in TV, definendola la più bella del mondo, ed adesso è favorevole a stravolgerla.  L’unico misero obbiettivo di questo governo è poter rimanere in carica, andare avanti più che può per autoreferenziarsi con un forte risultato referendario.

Le ragioni del NO

  1. La rifroma è fortemente voluta dalla comunità Europea, dagli Stati Uniti e dalle grandi lobbies finanziarie che hanno la necessità di indebolire il tessuto decisionale del nostro paese, accentrando i poteri in mano a pochi. Siamo già stati minacciati da Moody’s (una agenzia di rating) di declassamento sui mercati finanziari con conseguente esplosione del debito pubblico. 
  2. Quando vi dicono che con la riforma il senato verrà abolito, vi stanno raccontanto una balla. Il Senato non viene abolito: viene solo tolta la possibilità di voto dei cittadini. Ad eleggere i senatori saranno infatti altri politici, nonostante la Costituzione sancisca all’art. 1 che «la sovranità appartiene al popolo». Io penso invece che, la va vera democrazia è quella di poter scegliere il nome del senatore e del deputato che ci rappresenta, reintroducendo il voto di preferenza. Per questo #ioVotoNO.
  3. Il nuovo Senato sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica per 7 anni. Le funzioni in senato si sovrapporranno a quelle di amministratore locale, di consigliere regionale creando la necessità di coniugare mandato territoriale e mandato senatoriale. Doppie e triple poltrone, questo si che fa male all’Italia. Ogni eletto deve svolgere il compito per cui è stato votato, senza salti della quaglia e senza scandalose immunità. #ioVotoNO.
  4. Ci sono diversi pasticci di attribuzione di competenza e di armonizzazione degli Statuti Regionali con la nuova costituzione. La fretta è stata cattiva consigliera e tutte le regioni a statuto speciale hanno dei seri problemi di rappresentanza nel nuovo Senato, visto che i loro statuti non sono compatibili con la doppia carica di Consigliere Regionale e Senatore.
  5. Avrete sentito dire che con la riforma costituzionale si prenderanno decisioni in modo più veloce. Quando ascoltate queste motivazioni dovete preoccuparvi seriamente. La legge Fornero è stata approvata in pochi giorni. Come anche il salvabanche. Quando c’è la volontà politica senato e camera funzionano bene. Se volessimo decidere più velocemente potremmo eliminare anche la camera, e lasciare le decisioni in mano ad una singola persona. Vi ricorda qualcosa? La costituzione è basata sul principio di distribuzione dei poteri, legislativo, esecutivo e giurisdizionale, che realizza un vero controllo democratico, evitando derive autoritarie ed assolutiste.
  6. Il nuovo Senato non costituirà un contropotere esterno rispetto alla Camera, non avendo particolari poteri di inchiesta e controllo. Non sono previsti neppure contropoteri interni alla Camera.
  7. Grazie all’Italicum, che garantisce 340 seggi alla Camera a prescindere dai voti ottenuti, si andrà verso un “premierato assoluto” dato che solamente la Camera darà la fiducia.
  8. La riduzione dei costi è minima, nemmeno paragonabile a quanto si otterrebbe dal dimezzamento di deputati e senatori, dato che i nuovi senatori godranno comunque di rimborsi e diarie.
  9. Io voto NO. Perchè ritengo inaccettabile ed accentratoria di poteri per una democrazia moderna “La clausola di Supremazia”.  Secondo cui “la legge dello stato può intervenire in qualunque momento anche su materie non di sua competenza”, ma di competenza di una regione. Dove c’è interesse, ci sarà intervento a questa norma. Dove ci saranno nuove grandi opere e mangiatoie, lo stato si arrogherà il diritto di togliere poteri alle amministrazioni locali.
  10. Voto NO perchè l’arroganza sta crescendo. Questo governo spedisce lettere chiedendo l’elemosina agli italiani all’estero.

E allora. Voi che fate? Tu cosa voti?

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About marcello

Marcello Incarbone è nato a Mazzarino (CL) nel 1973. Laureato in Economia all'università statale di Palermo, lavora nel settore Telecomunicazioni occupandosi di Information Technology e Strategie. Ha due figli Francesco e Fabiana di 11 e 5 anni.

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