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Ci vogliono privare della democrazia!

La fretta e l’arroganza con cui ci stanno imponendo questa riforma costituzionale non lascia dubbi: La democrazia, per la quale hanno lottato e sono morti i nostri padri ed i nostri nonni è sotto attacco. A poche ore dalla proclamazione del nuovo presidente degli Stati Uniti è stata mossa una minaccia concreta al nostro paese. Se dovesse vincere, il NO, le agenzie di rating, minacciano di declassare l’Italia subito dopo il referendum. Cosa significa? Significa attribuire un punteggio più basso alla parte finanziaria del nostro paese. Perché Moody’s o Standard & Poors’s, dovrebbero interessarsi della nostra riforma della Costituzione? Cosa hanno in comune la finanza con l’abolizione del senato? Proviamo a capirlo con parole semplici.

Il quadro finanziario internazionale

Le agenzie di rating sono il piede di porco del sistema della finanza internazionale, che non ha nome, non ha odore. Questi signori fanno affari sull’economia e sui debiti pubblici degli stati. Sono degli squali che nuotano all’interno di mercati privati ma usano titoli di debito pubblico e ne influenzano il valore al servizio delle grandi banche d’affari. In sostanza, siamo schiavi della finanza internazionale.

Come funzionano i mercati dei titoli di stato

cw00nq2xuaahf0rI titoli di stato sono delle promesse di pagamento a scadenza emesse da uno stato. Vengono immessi sul mercato finanziario privato attraverso aste periodiche. La raccolta di fondi che si ottiene, con la loro vendita, serve per far funzionare il paese (conti pubblici, sanità, trasporti etc.). I titoli di stato hanno delle durate variabili ed alla scadenza lo stato emittente si impegna a restituire il capitale più l’interesse. L’interesse viene stabilito dai mercati finanziari e dipende dall’affidabilità/rischiosità dei titoli stessi. Ricordate la Grecia? Un titolo greco rendeva oltre il 20%. Chi paga quel 20% di interesse? I cittadini di quello stato.

Adesso torniamo al titolo dell’articolo. Se fossimo declassati i titoli di Stato Italiani diventerebbero poco appetibili a causa della loro rischiosità. Il rischio elevato comporta la crescita degli interessi che l’Italia dovrà restituire ai mercati (altrimenti gli investitori non li comprerebbero). Pagare più interessi porterà all’esplosione ulteriore del nostro debito pubblico. L’aggravarsi della condizione economica ci costringerà ad aumentare le tasse e la vessazione dei cittadini. Questa gente vuole più soldi.

Ricordate la Grecia? Bene, è lo stesso scenario. La Grecia è stata messa sul lastrico non ci è finita da sola. La cosa che volevo farvi notare è che dietro questi avvenimenti c’è sempre una scelta, una decisione, non succedono da soli. Quando una banca tedesca come Deuche Bank compra titoli di stato Greci con il 23% di interesse, sa bene che sta uccidendo un popolo. Ma alle Banche l’Europa non chiede regole. Non sono i mercati la parte sana di questa Europa, sono piuttosto degli avvoltoi che ci aspettano.

Una agenzia di Rating, ha il potere di mettere in ginocchio un governo, uno stato, tutti i suoi cittadini. 

Il quadro politico

Parliamo di Europa, ma in realtà stiamo cedendo sovranità a questi organismi privati e non ad enti istituzionali. Cedere sovranità vuol dire far prendere delle decisioni impopolari fuori dal nostro paese, eseguirle senza farsi scrupoli, fare spicciola macelleria sociale. Queste decisioni devono essere veloci ed eterodirette da pochi soggetti che detengono il potere. Non c’è spazio per contrappesi, dibattito o organismi di controllo e di vigilanza. (Vedi l’inutilità completa che ha la CONSOB in Italia). Come non ci deve essere spazio per i cittadini e la democrazia.

Purtroppo è del tutto evidente che ci sia una regia precisa dietro a queste cose. Una regia anche Italiana, che ha concesso progressivamente pezzi della nostra sovranità a questo disegno; che ha prestato delle garanzie precise. La regia è quella di Giorgio suffragioNapolitano e di alcune forze politiche. Dalla rimozione di Berlusconi, imponendo Monti al paese, fino alla seconda elezione come Presidente in carica per fare da garante a questi meccanismi. Dall’annacquamento dei risultati delle elezioni politiche del 2013, passando per la proclamazione di Letta e la successiva ascesa al potere di Matteo Renzi. In questi tre anni abbiamo assistito a torture come la legge Fornero, l’inserimento di vincoli stringenti di Bilancio sulla costituzione, il Job’s Act, la Buona scuola, l’adesione al Fondo Salvastati. Tutte mosse che hanno tolto un tassello alla volta, sovranità al nostro paese e l’hanno impoverito di risorse economiche e dignità internazionale.

Adesso si avvicina un ulteriore problema per questi signori. Controllare e gestire le prossime elezioni politiche Italiane. All’estero ci chiedono delle garanzie, per questo è in discussione la modifica della legge elettorale (l’Italicum), approvata di fretta e ancora mai usata. Perchè la vogliono cambiare? Perchè questa legge, che prevede il ballottaggio tra le due più votate forze politiche, adesso non garantirebbe più la vittoria delle  forze politiche alleate dei poteri forti.

Non tirarsi indietro

Sappiate un ultima cosa, cercate di notarla e verificarla; dai TG, dai media, o da come viene dato risalto a certe notizie.

In questo mese, che ci separa dal referendum, Vi metteranno paura con ogni mezzo.

Useranno lo spread, useranno la commissione europea, useranno il Fondo Monetario Internazionale, vi prenderanno in giro con altri bonus elettorali. Non fermatevi, non abboccate, perchè stavolta è davvero in gioco la democrazia.

#ioVotoNO

 

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About marcello

Marcello Incarbone è nato a Mazzarino (CL) nel 1973. Laureato in Economia all'università statale di Palermo, lavora nel settore Telecomunicazioni occupandosi di Information Technology e Strategie. Ha due figli Francesco e Fabiana di 11 e 5 anni.

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